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Sanità: da minimale a ottimale, come?

Sanità: da minimale a ottimale, come?

L’autorevole e completa indagine condotta periodicamente dal Censis, che monitora i cambiamenti della società, ci restituisce la fotografia di un Paese che comincia a prendere coscienza dell’assenza dello Stato sociale in ambito previdenziale e sanitario.

Qualcosa sta cambiando, dunque, e i mutamenti più evidenti emergono soprattutto nell’ambito della sanità.
Secondo il Censis, il 49% degli italiani giudica inadeguati i servizi sanitari offerti dalla propria regione, ma la percentuale si riduce significativamente al Nord-Est (27,5%) e aumenta nettamente al Sud (72%). Seppure la maggioranza degli italiani ritenga che il Servizio sanitario della propria regione sia rimasto uguale negli ultimi anni, in particolare al Nord-Est (70%), il 38,5% rivela un peggioramento, e ad avere questa opinione sono soprattutto i residenti del Mezzogiorno (46%).
A pesare sulla sanità pubblica sono soprattutto i tempi lunghi, per cui, spesso, la scelta della visita privata diviene obbligata. Ad esempio, per eseguire una prima visita oculistica in una struttura pubblica il ticket costa 30 euro e c’è da aspettare mediamente 74 giorni, mentre nel privato, pagando in media 98 euro, si aspettano 7 giorni. Una visita ortopedica nel sistema pubblico costa 31 euro di ticket con 34 giorni di attesa, nel privato 104 euro e occorrono 5 giorni per avere l’appuntamento.
In sintesi, se si vogliono accorciare i tempi di accesso allo specialista, bisogna pagare. È anche per questo che la «Schengen della sanità» potrebbe attirare sempre di più: sono complessivamente 1,2 milioni gli italiani che si sono curati all’estero per un grave problema di salute.

Questo, insomma, il quadro delineato. Ci sono alternative? È ancora possibile poter accedere a servizi di qualità in tempi rapidi? Sicuramente è possibile e la soluzione arriva dalla sanità integrativa, cui, ancora, pochi italiani pensano, ma che, nel resto d’Europa, è già un pilastro importante del welfare.

Dal diritto alla cura al diritto alla salute e oggi al diritto alla qualità della vita, ciò è possibile con un capillare e costante lavoro di informazione in ambito economico e finanziario.
Come sul fronte della previdenza, anche il sistema sanitario è profondamente cambiato rispetto al passato ed è facile prevedere, per il futuro, che la spesa privata dovrà sempre più sopperire alle mancanze del pubblico. Per questo è importante che gli italiani scelgano di tutelarsi con formule di sanità integrativa da attivare nel momento del bisogno, salvaguardando il proprio reddito.

[Fonte: Il Sole 24 Ore]

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