Anzianità e vecchiaia

Che differenza c'è? 

La pensione principale è quella di vecchiaia che si percepisce ad una età prevista dalla legge che oggi è di 66 anni e tre mesi per gli uomini, 63 anni e nove mesi per lavoratrici dipendenti del settore privato, 66 anni e tre mesi per le dipendenti del settore pubblico e 64 anni e nove mesi per le lavoratrici autonome. A partire dal 2021 sarà di 67 anni per tutti.

La pensione di anzianità così come era in passato (35 anni di anzianità contributiva, cioè anni in cui si sono versati regolarmente i contributi e una età anagrafica di 62 anni) sta scomparendo; oggi si può andare in pensione prima della età di vecchiaia se si hanno 42 anni e 6 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne. Sia la vecchiaia sia l’anzianità sono indicizzate all’incremento della speranza di vita; più aumenta l'aspettativa di vita e più tardi si andrà in pensione. Auspicabilmente il Parlamento dovrebbe, come si è impegnato a fare, rimodulare l‘anzianità massima a 41 anni e mezzo per tutti.

[Fonte: Giornata Nazionale della Previdenza]