Educazione Finanziaria

Questa sconosciuta 

Negli ultimi anni il mondo dei servizi finanziari destinati alle persone, alle famiglie e alle imprese è cambiato profondamente: l’offerta è sempre più segmentata e specializzata.

Il tema della cultura finanziaria ha assunto, quindi, un’importanza crescente e sempre più pervasiva: resta il dato per cui i fenomeni in atto aumentano la complessità nell’orientamento e nelle scelte finanziarie a carico delle persone.

D’altra parte, la preparazione finanziaria dei cittadini è un elemento essenziale per la prosperità economica di un Paese ed è tanto più essenziale se alla sua diffusione contribuisce un’azione sinergica che coinvolge tutti gli attori del sistema economico: Enti regolatori, industria bancaria e finanziaria, media, sistema scolastico e associazioni di consumatori.

In questo quadro,è necessario attivare ed alimentare un nuovo fronte di alfabetizzazione che aiuti i risparmiatori, fin da subito, ad acquisire le nozioni di carattere economico-finanziario indispensabile per gestire al meglio le proprie risorse.

È indispensabile che questi temi diventino un elemento centrale della crescita quotidiana dei nostri studenti, così che possano sviluppare una maggiore consapevolezza e che possano essere in grado di affrontare, nel migliore dei modi, le scelte per il proprio futuro, diventando cittadini responsabili.

E se pensiamo che i protagonisti indiscussi di ogni attività didattica sono i Docenti, è chiaro che, in questo momento storico, la loro formazione specifica, anche in questo settore, diventa il caposaldo ed il presupposto di ogni auspicabile successo. Sono loro che devono acquisire le nozioni necessarie per introdurre “naturalmente” questi temi nella vita scolastica di tutti i giorni.

Sono loro che devono saper trarre spunto da temi finanziari di attualità (le cause della crisi economica, gli strumenti a disposizione dei cittadini per gestire al meglio il proprio patrimonio, l’andamento dei mercati finanziari, ecc.), per approfondire gli argomenti basilari dell’economia in classe, facendo percepirne la quotidianità e la diffusione nella vita di tutti.

Improving Financial Literacy: Analysis of Iussues and Policies. P.26 – OECD

L’educazione finanziaria è il processo attraverso il quale i consumatori/investitori finanziari migliorano la propria comprensione di prodotti e nozioni finanziarie e, attraverso l’informazione, l’istruzione e una consulenza oggettiva, sviluppano le capacità e la fiducia necessarie per diventare maggiormente consapevoli dei rischi e delle opportunità finanziarie, per effettuare scelte informate, comprendere a chi chiedere consulenza e mettere in atto altre azioni efficaci per migliorare il loro benessere finanziario.



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I Presupposti

L’indagine OCSE-PISA  

Per quanto siano in continuo aumento gli interventi normativi e formativi organizzati a livello comunitario e istituzionale, nel nostro Paese, la cultura finanziaria, intesa sinteticamente come la capacità del cittadino medio di saper districarsi con prontezza tra gli strumenti finanziari più diffusi, è ancora un obiettivo da acquisire.

Di contro, aumenta la segmentazione e la complessità di tali servizi (Conto Corrente, Bancomat e Carta di Credito, Mutuo, Prestito Personale, RC Auto, RC Capofamiglia, Polizza vita e infortuni, Polizza malattia, Risparmio/ Investimento) che, avendo oramai una diffusione capillare, sono spesso scelti in modo non oculato né tempestivo.

L’ultima indagine OCSE in materia economico-finanziaria-assicurativa sottolinea l’importanza del coinvolgimento dei giovani e anche di specifici investimenti in programmi di formazione per i Docenti.

Proprio a conferma della crescente importanza della formazione in ambito economico e finanziario, l’OCSE ha scelto di inserire nell’indagine Pisa 2012 un modulo opzionale sulle competenze di financial literacy.

Riportiamo di seguito alcuni dei risultati più significativi della ricerca, riassunti nella Nota Paese relativa all’Italia.

Gli ultimi dati provenienti da queste indagini sottolineano come l’Italia sia ancora molto indietro in termini di competenze diffuse e consapevolezza dei consumatori.

Più di uno studente su cinque in Italia (21,7% rispetto al 15,3% in media nei Paesi ed economie dell’OCSE) non riesce a raggiungere il livello di riferimento per le competenze di alfabetizzazione finanziaria (Livello 2). Nel migliore dei casi, questi studenti riconoscono la differenza tra bisogni e desideri, sono in grado di prendere decisioni semplici sulle spese quotidiane e riconoscono lo scopo di documenti finanziari della vita di ogni giorno, come ad esempio una fattura. Solo il 2,1% degli studenti raggiunge il livello più alto nella scala PISA (rispetto a una media del 9,7% nei Paesi ed economie dell’area OCSE).

In Italia, la relazione tra lo status socio-economico e i risultati in materia di alfabetizzazione finanziaria è significativamente più debole rispetto alla media dell’area OCSE. Ciò suggerisce che il Paese offre agli studenti opportunità di apprendimento relativamente eque.

Tuttavia, la differenza tra le regioni che ottengono i risultati migliori (Friuli Venezia Giulia e Veneto) e quelle che ottengono i risultati peggiori (Calabria) è di 86 punti, superiore a un livello di competenze nella scala PISA.

Gli studenti italiani hanno meno esperienza in materia di prodotti e servizi finanziari rispetto agli studenti degli altri Paesi dell’OCSE che hanno partecipato alla valutazione: il 44% degli studenti italiani è titolare di un conto corrente o di una carta prepagata rispetto a una media del 54% dell’area OCSE.

PISA 2012 definisce l’alfabetizzazione finanziaria come “...la conoscenza e la comprensione dei concetti e dei rischi finanziari unite alle competenze, alla motivazione e alla fiducia in se stessi per utilizzare tale conoscenza e comprensione al fine di prendere decisioni efficaci in un insieme di contesti finanziari, per migliorare il benessere finanziario delle singole persone e della società e consentire la partecipazione alla vita economica”.

Qui ci interessa sottolineare come lo studio dimostra che gli studenti che già hanno avuto modo di fare una qualche pratica o sono stati interessati al tema, sono molto più avanti dei colleghi.

l 44% degli studenti è titolare di un conto corrente o di una carta prepagata e il 49% guadagna soldi svolgendo un’attività lavorativa, in particolare fuori dagli orari scolastici (per esempio, durante il periodo estivo), in un’impresa familiare o lavori informali e saltuari, come il baby-sitting.

Gli studenti che sono titolari di un conto corrente ottengono 10 punti in più rispetto a quelli che non lo sono, ma ottengono risultati allo stesso livello quando si tiene conto del loro status socioeconomico.

Il 60% degli studenti dichiara che risparmierebbe se volesse comprare un articolo troppo oneroso per il proprio budget; il 10% dichiara che rinuncerebbe a comprare l’articolo troppo costoso.

Gli studenti italiani che hanno dichiarato di risparmiare per comprare un articolo troppo costoso ottengono risultati migliori alle prove di alfabetizzazione finanziaria rispetto a quelli con uno status socio-economico simile che hanno dichiarato che comprerebbero comunque l’articolo desiderato.

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